Domenica e Lunedi si è vota per i referendum. Due quesiti referendari riguardano la "Privatizzazione dell'acqua". Per questi due quesiti è stata fatta una campagna elettorale enorme, a difesa di un principio fondamentale quale l'accesso ad un bene primario come l'acqua, principio che francamente fino ad oggi non ho mai visto in discussione.
Cercando di capire come votare, ho cercato, attraverso Internet, di documentarmi un pò sull'argomento. Spulciando tra i risultati del motore di ricerca, mi sono imbattuto in un dossier di Legambiente sul consumo di acqua imbottigliata, la cosiddetta "Acqua Minerale". Il dossier è molto interessante e lo potete consultare a questo indirizzo.
Praticamente dal dossier si evince come noi italiani facciamo un'uso abbondante dell'acqua imbottigliata, se confrontata con altri paesi europei, arrivandone a consumare, in media, 192 litri all'anno procapite. Ora considerando un fabbisogno medio di 3 litri d'acqua al giorno, per una persona media, significa che dei 1095 litri d'acqua che beviamo ogni giorno per poter vivere, circa il 17% lo acquistiamo in bottiglia.
Questa cosa mi ha dato da pensare perchè personalmente, almeno in ufficio consumo almeno 12 litri d'acqua a settimana. Considerando che la cassetta d'acqua la pago mediamente 3 euro, significa che un litro d'acqua mi costa circa 25 centesimi di euro. Cercando sempre su Internet ho scoperto che con questa cifra pago circa 500 litri di acqua di rubbinetto, significa che a me quel 17% di cui sopra in termini economici diventa 99%. Cioè i miei 192 litri annui di acqua minerale mi costano 48 euro, mentre gli altri 903 litri di rubbinetto mi costano solo 45 centesimi di euro.
La domanda mi nasce spontanea, se noi italiani preferiamo pagare di più l'acqua, perchè fare tutto questo casino per non far privatizzare la sua distribuzione? Per far guadagnare i soliti ignoti che pagano una miseria le concessioni e poi ci fanno pagare una cifra l'acqua?
Rifletteteci
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