martedì 7 giugno 2011

Organizzazione aziendale... Burocrazia fino a che punto?

Ieri ho letto su "Punto informatico", un articolo di Giuseppe Cubasia dal titolo "Programmatori di uomini", in cui si parlava dell'organizzazione dell'azienda media italiana.
Nell'articolo si paragonava l'azienda all'Enterprise, famosa astronave delle serie di Star Trek, e si citava, come esempio, la richiesta del capitano di modificare alcuni sistemi della nave per affrontare la prossima missione.
Il problema veniva affrontato ovviamente con l'approccio nostrano, e nell'esempio citatop dall'articolo alla fine il problema non veniva mai risolto perchè sostanzialmente, il team di ufficiali che doveva risolvere il problema, anzichè concentrarsi su di esso, si concentrava sulla ricerca di una soluzione "plebiscitaria" che anzichè risolvere il problema, si limitava a:
  • dare al capitano l'impressione che tutti si prodigavano per risolvere il problema;
  • trovare una soluzione al problema, che in caso di fallimento, non avrebbe avuto un responsabile;
  • ostacolare qualsiasi decisione presa dal singolo perchè poteva mettere in cativa luce il gruppo.
Alla fine il compito per la sua risoluzione veniva affidato ad un'esterno.
Questo articolo mi ha molto colpito perchè, per le esperienze che ho avuto, ci preso in pieno su quello che è il vero problema dell'azienda italiana. Nelle aziende del bel paese, a parte l'imprenditore che ci mette i soldi, nessun altro elemento dell'organico vuole rischiare. Tutti cercano di mantenere un'equilibrio statico al fine di mantenere privilegi personali, e qualsiasi elemento disturbatore di questo equilibrio viene visto come un nemico, da ostacolare a tutti i costi.
Personalmente è capitato, in un'azienda presso la quale ho lavorato, che durante la fase di analisi di un programma informatico, in mancanza di documentazione scritta, ho provveduto io stesso a redirigere una descrizione del processo di acquisizione clienti, secondo una logica, che ho visto applicare in tante aziende in cui ho lavorato.
Alla fine ho sottoposto ai colleghi il mio lavoro per dei commenti. Per loro la procedura era completamente sbagliata, Di scriverla loro non c'era verso, alla fine io ed una collega abbiamo riscritto l'intero documento, con tutti i se ed i ma del caso. Alla fine del lavoro ho capito il mio errore. Senza quei se e quei ma di cui sopra, probabilmente metà dell'amministrazione se ne sarebbe andata a casa perchè inutile, ed il mio errore è stato essere troppo logico nel pensare il processo e non condividere fin dal principio la mia relazione per far si che nessuno si sentisse minacciato.
A questo punto penso che il problema di competitività italiano non sia dovuto solo alla burocrazia fiscale, ma soprattutto alla burocrazia interna alle aziende, che limita l'intraprendenza del singolo per preservare i privilegi dei pochi.
"E l'imprenditore paga!!!"

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